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NIS2: come ottenere la conformità con policy e formazione senza bloccare l’operatività

24 febbraio 2026

La direttiva NIS2 porta la cybersecurity fuori dall’IT “puro” e la trasforma in un tema di governance: responsabilità del management, gestione del rischio, procedure verificabili e persone formate. Il problema, per molte aziende, è che “fare sicurezza” non coincide con essere conformi: puoi avere strumenti costosi e, comunque, mancare policy, ruoli, evidenze e un programma di formazione coerente. Risultato? Progetti che partono in fretta, si arenano, e non reggono quando serve dimostrare cosa fai, come lo fai e con quali controlli.
In questo articolo trovi una guida pratica per arrivare alla conformità NIS2 lavorando su due leve decisive: policy (regole chiare, applicabili, misurabili) e formazione (comportamenti, responsabilità, continuità nel tempo). Scopri come impostare un percorso concreto, step-by-step, con checklist ed esempi reali.

NIS 2 Regolamento Policy

Come si ottiene la conformità a NIS2 e a quali aziende serve

La conformità a NIS2 si ottiene gestendo il rischio cyber in modo strutturato e dimostrabile, con responsabilità chiare, misure tecniche e organizzative adeguate, e capacità di reagire agli incidenti. Non è “solo” un set di controlli IT. È un sistema che deve funzionare su tre livelli:

    • Governance: chi decide, chi approva, chi risponde.
    • Processi: policy, procedure, gestione fornitori, incident response, audit.
    • Persone: formazione mirata per ruoli e funzioni (non basta un corso generico una volta l’anno).

A quali organizzazioni serve:

    • Aziende che rientrano nel perimetro NIS2 (o che lavorano come fornitori di organizzazioni coinvolte).
    • Imprese che vogliono ridurre rischio e impatti operativi, anche se non ancora formalmente “obbligate”.
    • Organizzazioni che devono rispondere a questionari di sicurezza di clienti/partner e vogliono evitare risposte improvvisate.

Perché la conformità conta?

Il punto non è “avere paura degli attacchi”, ma gestire una realtà operativa: catene di fornitura digitali, servizi sempre più interconnessi, e incidenti che bloccano produzione, logistica, vendite o assistenza clienti.

Gli incidenti più costosi non sono quelli “sofisticati”, ma quelli che trovano un’organizzazione impreparata: accessi non revocati, phishing riuscito, backup non ripristinabili, fornitori non governati.

La differenza tra un danno contenuto e una crisi è spesso documentale e organizzativa: ruoli, decisioni rapide, evidenze, comunicazione interna ed esterna.

Policy e formazione sono i moltiplicatori: la tecnologia riduce la probabilità, ma i processi e le persone riducono l’impatto e accorciano i tempi di recupero.

In altre parole: la NIS2 “conta” perché costringe a rendere ripetibile e verificabile ciò che molte aziende fanno in modo informale.

NIS2, 5 step per ottenere la conformità

Ecco un percorso pratico per la tua organizzazione in 5 step:

1) Perimetro e ruoli

Identifica ruoli e responsabilità evitando che il progetto diventi un “cantiere infinito”.

    • Identifica funzioni e servizi critici (anche esternalizzati).
    • Nomina gli owner: chi approva le policy, chi gestisce gli incidenti, chi governa i fornitori.
    • Crea una RACI semplice (Responsible/Accountable/Consulted/Informed).

Esempio: l’IT gestisce i controlli, ma la Direzione approva la policy di gestione del rischio.

2) Gap assessment “evidence-driven”

Fotografa lo stato attuale con prove, non con opinioni.

    • Raccogli policy esistenti, procedure, ticket, report, log, verbali, contratti fornitori.
    • Valuta cosa è “scritto”, cosa è “applicato”, cosa è “dimostrabile”.
    • Produci una matrice: requisito → controllo → evidenza → owner → azioni.

Consiglio pratico: se non riesci a mostrare un’evidenza, considera quel punto “non maturo” anche se “lo facciamo da sempre”.

3) Set minimo di policy: poche, ma efficienti

Costruisci un set di policy essenziali, con linguaggio operativo e misure verificabili evitando manuali che nessuno legge:

    • Security Governance & Risk Management
    • Access Management (MFA, privilegi, joiner/mover/leaver)
    • Incident Response (ruoli, flusso, comunicazioni, esercitazioni)
    • Backup & Recovery (RPO/RTO, test di ripristino)
    • Vulnerability & Patch Management
    • Gestione della supply chain (requisiti minimi, onboarding, monitoraggio)

Ogni policy deve avere:

    • scopo, campo di applicazione, responsabilità
    • regole “misurabili” (es. “MFA obbligatoria per accessi remoti”)
    • eccezioni gestite con processo (non via email informale)

4) Formazione mirata per ruoli

È importante riuscire a cambiare comportamenti e definire il perimetro della formazione.
Progetta un piano a più livelli:

    • Top management: responsabilità, decisioni, risk acceptance, crisi.
    • IT/Security: procedure, evidenze, triage incidenti, hardening.
    • HR e Procurement: requisiti ai fornitori, clausole.
    • Tutti i dipendenti: cyber igiene gestione password, segnalazione.

Format efficace: modulo brevi, tabletop exercise, quiz finali

5) Ciclo di verifica: audit e miglioramento continuo

Obiettivo non è “chiudere il progetto”, ma stabilizzarlo.

    • Pianifica controlli periodici e riesami (policy, risk, fornitori).
    • Mantieni evidenze: log, ticket, report.
    • Esegui esercitazioni periodiche di incident response e test di restore backup.

Adeguamento NIS2, una checklist pronta all’uso

Essere conformi alla NIS2 significa poter dimostrare ruoli chiari, controlli attivi e processi verificabili. Questa checklist riassume i requisiti chiave per valutare il livello di maturità della tua organizzazione rispetto agli obblighi normativi.

    • Perimetro servizi/asset critici definito + owner nominati
    • Gap assessment con evidenze e piano di azioni prioritizzato
    • Set minimo di policy approvato dalla Direzione
    • Procedure operative e playbook degli incidenti testati
    • Programma di formazione per ruoli + simulazioni
    • Registro evidenze e calendario di verifiche periodiche

NIS2: 5 errori che possono compromettere la compliance e come evitarli

1. Scrivere troppe policy, troppo dettagliate

Soluzione: poche policy “core”, poi procedure e standard operativi separati.

2. Formazione uguale per tutti

Soluzione: percorso per ruoli, con casi pratici (procurement, HR, management).

3. Gestione fornitori solo contrattuale

Soluzione: onboarding con requisiti minimi, assessment, evidenze periodiche, gestione eccezioni.

4. Incident response “teorica”

Soluzione: playbook per scenari realistici + esercitazioni tabletop + retrospettiva e azioni.

5. Mancanza di evidenze

Soluzione: integrare strumenti e processi (ticketing, report, verbali) per rendere dimostrabili attività e decisioni.

Caso pratico: NIS2 in un’azienda manifatturiera

Contesto: Azienda manifatturiera con Operational Technology e fermo linea come rischio principale

Scenario: impianti connessi, patching difficile, backup mai testati; policy esistenti solo “IT-oriented”.
Azione:

    • policy di accesso remoto e privilegi con MFA e approvazioni
    • procedura di patching “a finestre” concordate con produzione
    • piano backup con test di ripristino su sistemi critici e definizione RTO/RPO
    • formazione specifica per manutentori e team di stabilimento (segnalazione anomalie, uso account)

Risultato atteso: riduzione del rischio di fermo prolungato, tempi di ripristino misurabili, decisioni e controlli tracciabili.

Conclusione

Ottenere la conformità NIS2 senza paralizzare l’azienda richiede un approccio pragmatico: definire ruoli e perimetro, costruire poche policy essenziali, trasformarle in procedure e playbook, e rendere la formazione uno strumento operativo (non un adempimento). Il punto chiave è la dimostrabilità: ciò che fai deve lasciare tracce, responsabilità e risultati verificabili.

Frequently Asked Questions

NIS2 riguarda solo l’IT?

No, NIS2 include governance, processi, gestione del rischio, fornitori e formazione: l’IT è una parte, non il tutto.

Qual è il primo deliverable utile in un percorso di conformità alla NIS2?

Una matrice requisito→controllo→evidenza con owner e piano azioni: chiarisce priorità e responsabilità.

Quante policy servono davvero?

Circa 6/7 policy in base al contesto, se accompagnate da procedure ed evidenze.

La formazione “fa conformità”?

Sì, se è per ruoli, misurabile (quiz/KPI), ripetuta nel tempo e collegata a policy e procedure operative.

Come dimostro che le policy non sono solo “carta”?

Con evidenze: ticket, log, report, verbali, risultati di test (restore, esercitazioni incidenti), audit fornitori.

Quanto conta la catena di fornitura?

Moltissimo: spesso l’incidente entra da terze parti. Serve un processo strutturato, non solo una clausola nel contratto.

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Topic: Gestione Incidenti Informatici, NIS2, policy NIS2, Formazione