Scegliere un software GRC per banche non significa confrontare soltanto moduli e funzionalità. Richiede la verifica di come la piattaforma collega processi, rischi, controlli ed evidenze, quanto si integra con i sistemi esistenti e come governa automazione e Intelligenza Artificiale.
Un incidente ICT, una verifica dell’Internal Audit e un nuovo requisito normativo possono richiedere le stesse informazioni. Eppure, in molte organizzazioni, queste informazioni sono ancora distribuite tra fogli Excel, sistemi verticali, ticket e cartelle condivise.
Il problema non è soltanto operativo. Quando dati e responsabilità non sono collegati, diventa più difficile dimostrare quali controlli siano stati svolti, quali evidenze siano disponibili e quali azioni restino aperte.
Nel 2026 CIO e CISO devono quindi valutare una piattaforma GRC in base alla sua capacità di creare un sistema informativo coerente, tracciabile e utilizzabile dalle diverse funzioni di controllo.

Perché scegliere un software GRC è diventato più complesso
DORA è applicabile dal 17 gennaio 2025 e disciplina, tra gli altri aspetti, governance del rischio ICT, gestione degli incidenti, test di resilienza e controllo delle terze parti tecnologiche. La Banca d’Italia, con la comunicazione del 17 luglio 2026, ha inoltre invitato gli intermediari vigilati a rafforzare i processi di gestione del rischio e i presidi di sicurezza dei sistemi informatici. (Eur-Lex)
Anche l’AI Act è entrato in una fase operativa. Le prime disposizioni sono già applicabili e dal 2 agosto 2026 si aggiungono ulteriori obblighi, compresi quelli di trasparenza. Le scadenze relative ad alcune categorie di sistemi ad alto rischio sono state invece differite dal successivo intervento normativo europeo. (Strategia Digitale Europea)
Per una banca, il tema non consiste nel caricare tutte le norme dentro un’applicazione. Occorre collegare in modo verificabile:
Una piattaforma efficace deve quindi supportare la compliance bancaria europea senza promettere una conformità automatica. Le responsabilità restano in capo alle funzioni aziendali.
Che cos’è davvero una piattaforma GRC integrata?
Governance, Risk and Compliance indica l’insieme coordinato di metodologie, processi, responsabilità e informazioni utilizzato per governare l’organizzazione, gestire i rischi e verificare la conformità.
La parola decisiva è coordinato. Un sistema che gestisce soltanto questionari, ticket o documenti può essere utile, ma non è necessariamente una piattaforma GRC integrata.
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Tipo di strumento |
Vantaggio |
Limite da verificare |
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Soluzione verticale |
Profondità su uno specifico processo |
Possibili duplicazioni e silos informativi |
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Ticketing adattato |
Gestione di assegnazioni e scadenze |
Modello dei rischi spesso poco strutturato |
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Repository documentale |
Centralizzazione di policy ed evidenze |
Collegamento debole con controlli e assessment |
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Strumento AI generalista |
Ricerca e sintesi rapide |
Sicurezza, fonti e auditabilità |
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Piattaforma GRC integrata |
Collegamento tra processi, rischi, controlli ed eventi |
Richiede una configurazione metodologica accurata |
La "prova del nove" per verificare l’integrazione dell'ecosistema tecnologico con l'ambizione di essere sistema GRC può consistere in un semplice caso d’uso: quanto un incidente rilevato dall’IT alimenta la valutazione del rischio ICT, il piano di remediation, il reporting direzionale e le successive verifiche di Audit, senza ricostruzioni manuali?
Rispondere positivamente a tale quesito non è semplice, ma è la prova di avere (o meno) un sistema GRC efficiente.
Quali casi d’uso deve coprire un software GRC per banche?
La copertura funzionale va, dunque,valutata sui processi reali, non sul numero di moduli presentati dal fornitore.
Provando a razionalizzare i possibili casi d’uso prioritari che possono permettere di guidare nella individuazione di una piattaforma GRC, questi possono essere raggruppati in cinque aree.
Risk Management: rischio operativo, IT e Cyber Risk, Risk and Control Self Assessment, eventi di perdita, incidenti IT, indicatori e piani di trattamento.
Compliance e controlli: Compliance Risk Assessment, controlli di primo e secondo livello, gestione delle policy, reclami e adempimenti.
Terze parti e resilienza: fornitori ICT e non ICT, contratti, servizi, business continuity, dipendenze critiche, incident management e raccolta delle evidenze.
Audit e reporting: pianificazione degli audit, rilievi, follow-up, dashboard e reporting verso management, comitati e organi di controllo.
Governance: condivisione puntuale dei dati appartenenti a differenti aree ma che rappresentano il valore aggiunto per chi governa il rischio (ad es.: registro fornitori unico per terze parti e ICT, catalogo dei controlli condiviso, segnalazioni collegate tra IT Incident, Reclami, Eventi di Perdita, ...).
Durante la demo chiedi di seguire un processo dall’inizio alla fine. Una sequenza di schermate scollegate non dimostra che la piattaforma sia realmente integrata.
AI e automazione GRC: quali applicazioni sono realmente utili?
L’automazione è adatta alle attività deterministiche: assegnazioni, reminder, escalation, controlli formali, aggiornamenti di stato e predisposizione di report.
L’Intelligenza Artificiale può supportare attività interpretative, ma il suo output non dovrebbe essere considerato automaticamente corretto.
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Applicazione |
Beneficio potenziale |
Presidio necessario |
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Classificazione dei requisiti |
Riduzione del lavoro preliminare |
Tassonomie e fonti aggiornate |
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Collegamento tra norme, rischi e controlli |
Individuazione di duplicazioni e lacune |
Validazione delle associazioni proposte |
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Sintesi di policy e documenti |
Consultazione più rapida |
Accesso alle sole fonti autorizzate |
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Analisi di incidenti e reclami |
Ricerca di ricorrenze e segnali |
Qualità e comparabilità dei dati |
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Generazione assistita di report |
Riduzione delle attività redazionali |
Revisione e approvazione umana |
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Prioritizzazione degli interventi |
Maggiore focalizzazione |
Criteri di scoring trasparenti |
Per approfondire questo tema puoi consultare la guida Augeos sull’AI documentale per Risk Management, Compliance e Audit, che pone particolare attenzione a tracciabilità delle fonti, governance del dato e casi d’uso misurabili. (blog.augeos.it)
Le domande da porre sulla governance dell’AI
Nelle selezioni più complesse è utile chiedere al fornitore:
L’AI deve essere un supporto operativo. Le decisioni e le responsabilità restano attribuite a persone e funzioni identificate.
Quali criteri devono guidare la valutazione?
1. Modello informativo e copertura funzionale
Durante una demo, prova a partire da un incidente IT e chiedi al fornitore di mostrarti dove compare il rischio associato, quale controllo avrebbe dovuto intercettarlo, chi deve intervenire e come quell'informazione arriva al reporting. È un test molto più significativo del numero di moduli presenti a catalogo.
2. Configurabilità
Workflow, questionari, tassonomie, ruoli ed escalation devono potersi adattare all’organizzazione senza trasformare ogni modifica in un progetto software.
3. Integrazione e qualità dei dati
Si potrebbe chiedere inoltre come la piattaforma dialoga con Identity and Access Management, Security Information and Event Management, Configuration Management Database, sistemi documentali, audit tool e data platform.
Verifica API, formati, frequenze di aggiornamento, controlli di qualità e responsabilità sui connettori.
4. Sicurezza e tracciabilità
Elementi spesso sottovalutato sono la profilazione, segregazione dei ruoli, logging, audit trail, versionamento, cifratura, backup, continuità operativa e gestione delle vulnerabilità.
Ogni dato rilevante dovrebbe avere un’origine, un responsabile e una storia delle modifiche.
5. Sostenibilità nel tempo
Valuta tempi di implementazione, supporto, competenze di settore, aggiornamenti, costi complessivi ed exit strategy.
La possibilità di esportare dati e configurazioni riduce il rischio di dipendenza dal fornitore.
Scorecard pratica per confrontare i fornitori
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Criterio |
Evidenza da richiedere |
Peso |
Segnale positivo |
Red flag |
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Aderenza ai processi bancari |
Demo end-to-end su scenario concordato |
18% |
Processo completo e tracciabile |
Funzioni mostrate separatamente |
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Integrazione |
API, specifiche e casi implementati |
15% |
Interfacce documentate |
Connettori solo come progetto futuro |
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Governance del dato |
Regole, metadati e storico |
12% |
Origine e modifiche ricostruibili |
Dati duplicati o senza ownership |
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Sicurezza e accessi |
Matrice ruoli, log e documentazione |
15% |
Permessi granulari |
Profili generici e audit trail incompleto |
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Configurabilità |
Modifica dal vivo di workflow e tassonomie |
12% |
Configurazione senza sviluppo invasivo |
Ogni variazione richiede codice |
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Governance dell’AI |
Log, test, policy e meccanismi di disattivazione |
10% |
Output verificabili e supervisionati |
Modelli opachi e AI non disattivabile |
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Implementazione e supporto |
Piano, ruoli, formazione e assistenza |
10% |
Team funzionale e tecnico definito |
Dipendenze e tempi poco chiari |
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TCO ed exit strategy |
Offerta pluriennale ed export |
8% |
Costi e uscita trasparenti |
Componenti essenziali escluse |
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Totale |
100% |
Come organizzare RFI, demo e proof of concept
Un processo di selezione efficace può essere articolato in cinque fasi.
1. Definisci obiettivi e perimetro
Individua i problemi da risolvere e i risultati attesi. Evita obiettivi generici come “digitalizzare la compliance”.
2. Raccogli requisiti ed evidenze
Coinvolgi CIO, CISO, Risk Management, Compliance, Internal Audit, Legal, DPO, Procurement e business owner.
3. Prepara RFI o RFP
Sostituisci le domande “sì/no” con richieste di dimostrazione e documentazione.
Non chiedere soltanto se esiste un audit trail. Chiedi al fornitore di ricostruire la storia completa di un controllo.
4. Conduci una demo guidata e una proof of concept mirata
Vale la pena di verificare integrazione, configurabilità, usabilità e tracciabilità sui casi più critici. La proof of concept non deve replicare l’intera implementazione.
5. Completa le verifiche tecniche, normative ed economiche
Occorre inoltre analizzare sicurezza, trattamento dei dati, subfornitori, costi, condizioni contrattuali e piano di implementazione.
Per una selezione focalizzata su DORA puoi utilizzare anche la guida Augeos su come scegliere un software DORA in sei step, costruita con un’impostazione pratica e orientata alle evidenze. (blog.augeos.it)
Le red flag da non sottovalutare
Interrompi o approfondisci la valutazione quando:
La piattaforma non sostituisce le responsabilità aziendali. Il CIO presidia integrazione e sostenibilità tecnologica; il CISO la sicurezza; Risk e Compliance le metodologie; l’Internal Audit mantiene la propria indipendenza; Legal, DPO e Procurement governano dati e contratti.
Come GRC4 di Augeos supporta una gestione integrata dei non financial risk
È proprio sul collegamento tra informazioni provenienti da funzioni diverse che abbiamo lavorato nell'evoluzione di GRC4. Un rischio operativo, un incidente IT, un reclamo o un rilievo di Audit non dovrebbero vivere come informazioni indipendenti quando descrivono aspetti diversi dello stesso fenomeno.
GRC4 è la nuova evoluzione della piattaforma GRC di Augeos, pensata per una gestione integrata dei principali non financial risk e dei processi di Governance, Risk and Compliance.

È rivolta alle funzioni di Risk Management, Compliance, Internal Audit, IT & Security, Legal Affairs e Direzione, con il coinvolgimento delle diverse linee di difesa. La piattaforma supporta la gestione dei rischi operativi, IT & Cyber e di conformità.
GRC4 consente di condurre Risk Assessment ex ante attraverso interviste e questionari ed ex post mediante l’analisi di eventi, incidenti, reclami e contenziosi.
Integra inoltre catalogo dei processi, controlli, attività di compliance, Audit Management, dashboard, report e workflow configurabili.
Il valore di una piattaforma comune consiste nella possibilità di collegare informazioni e responsabilità. Il sito Augeos descrive funzionalità trasversali per la gestione di struttura organizzativa, ruoli, tassonomie, questionari, workflow e sincronizzazione con fonti terze. (augeos.it)
Automazione e AI possono ridurre attività manuali, aiutare a individuare informazioni da approfondire e supportare la preparazione di analisi e report. Il loro utilizzo deve però restare configurabile, tracciato e sottoposto a validazione umana.
GRC4 può supportare la gestione strutturata e documentata dei processi collegati a DORA, NIS2, GDPR e AI Act. Non sostituisce le funzioni aziendali e non rende automaticamente conforme l’organizzazione.
La componente tecnologica può essere affiancata da Augeos Advisor, con servizi di consulenza e formazione su GRC, rischi operativi, Cybersecurity e principali normative europee.
Questo affiancamento può essere utilizzato per assessment dei requisiti, configurazione dei processi, formazione e accompagnamento operativo. Il Company Profile descrive Augeos come società attiva dal 2005 nel mercato finanziario, con un’offerta che integra software e competenze specialistiche.
Checklist prima di creare la shortlist
Prima di ammettere un fornitore alla fase finale, verifica che:
FAQ
Che cos’è un software GRC per banche?
È una piattaforma che supporta governance, gestione dei rischi e compliance, collegando informazioni provenienti da funzioni diverse e rendendo tracciabili responsabilità, controlli ed evidenze.
Quali funzionalità deve avere una piattaforma GRC bancaria?
Dovrebbe gestire processi, rischi, controlli, incidenti, terze parti, audit, piani di azione, indicatori e reporting, con workflow configurabili e audit trail.
Come viene utilizzata l’Intelligenza Artificiale nella GRC?
Può supportare classificazione, ricerca, sintesi, collegamento tra requisiti e controlli, analisi di eventi e predisposizione di report. Gli output devono restare verificabili.
Quali rischi comporta l’automazione della compliance?
Dati incompleti, regole non aggiornate ed eccessiva fiducia negli output possono generare errori. L’automazione deve essere monitorata e sottoposta a controllo umano.
Come confrontare piattaforme GRC integrate?
Definisci casi d’uso comuni, assegna pesi ai criteri e richiedi evidenze. Utilizza demo guidate e una proof of concept per gli aspetti più critici.
Quanto conta l’integrazione con i sistemi esistenti?
È decisiva. Senza integrazione, la piattaforma rischia di diventare un ulteriore silo alimentato manualmente e non sufficientemente aggiornato.
Conclusione
La shortlist non dovrebbe partire dai nomi dei fornitori, ma dai processi che la banca deve governare.
Definisci pochi casi d’uso prioritari, costruisci una scorecard, richiedi evidenze e verifica le soluzioni attraverso una demo strutturata. I criteri più importanti restano integrazione, qualità dei dati, tracciabilità, configurabilità e governance dell’AI.
Il miglior software GRC per banche non è quello con il maggior numero di funzioni dichiarate. È quello che consente alle diverse funzioni aziendali di lavorare su informazioni coerenti, mantenendo responsabilità chiare e producendo evidenze verificabili.
Valuta GRC4 sui processi reali della tua organizzazione
Una demo efficace non dovrebbe limitarsi a presentare un elenco di funzionalità. Dovrebbe partire da uno o più casi d’uso: Risk Assessment, gestione dei controlli, IT & Cyber Risk, compliance, incident management, terze parti o Audit Management.
In questo modo puoi verificare come GRC4 collega rischi, attività, evidenze e reporting e valutare la piattaforma rispetto ai requisiti della tua organizzazione.
Topic: Risk Management, Continuità e Resilienza Operativa, DORA