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Data governance: perché la gestione dei dati è un asset strategico

25 maggio 2021

La data governance non è semplicemente una corretta gestione dei dati interni ed esterni: serve agli istituti bancari e alle imprese per lavorare correttamente, aderire alle normative eevitare che un buco nella sicurezza informatica non venga registrato a causa di dati non strutturati e confusionari. È evidente, quindi, che il ruolo della data governance assume una rilevanza cruciale per offrire servizi più trasparenti ai clienti, per lavorare con maggiore efficienza e per rispondere tempestivamente ai cambiamenti di un mercato molto dinamico. 

Il dato è fondamentale: questo è ormai ben chiaro e a tutti i livelli dell’azienda le persone ne sono consapevoli. La data governance però ha bisogno di ben più della consapevolezza: ha bisogno di regole, di procedure interne, di figure che siano responsabili di definire tali linee guida e di software specializzati per garantire una dashboard unica e condivisaDeve diventare un pilastro dell’organizzazione interna: una corretta data governance crea valore. 

 

La data governance fa risparmiare tempo e denaro 

La data governance aumenta l’efficienza, snellisce le procedure interne e contribuisce a creare un ambiente aziendale dove a tutti i livelli i dipendenti sanno come gestire un dato fin dal suo primo inserimento nel database e come reperire le nuove informazioni nel modo corretto. Una data governance organizzata in modo intelligente ed efficace consente di risparmiare tempo e, di conseguenza, denaro. 

Account duplicati, dati mancanti oppure imprecisi possono generare confusione e costringere i dipendenti e i manager a un doppio lavoro oppure a un nuovo controllo dell’origine di quei dati: se gran parte del lavoro di analisi dei dati è incentrato sulla pulizia del dato, è evidente che ne rimarrà poco per creare valore da quelle informazioniNel caso peggiore, i dati imprecisi inquinano il bacino di informazioni in azienda, dando origine a decisioni sbagliate e analisi fuorvianti. 

La data governance riduce gli errori nei database garantendoa tutti i reparti aziendali (dal marketing al supporto clienti e l’area vendite) una solida basecondivisadi informazioni affidabili e di qualità. Anche la migliore data governance viene meno se non è supportata la qualità dei dati.  

 

Data governance: un contributo concreto alla compliance 

In ambito bancario, in particolare, poter aderire rapidamente alle nuove normative, come le recenti Mifid 2 e PSD2, è essenziale. Usare gli strumenti giusti è imperativo per conoscere nel dettaglio dove si trovano i dati e come gestirli: è un processo critico in uno scenario in cui i regolamenti sulla protezione dei dati stanno diventando sempre più severi e stringenti. 

Le banche siedono su un archivio molto vasto e trasversale di dati personali e finanziari sui clienti sulle proprietà intellettuali. In un ambiente dove la data governance non viene seguita nel modo corretto, supportata, cioè, da linee guida condivise e da avanzati sistemi digitalitali informazioni rischiano di essere compromesse. Per di più, nel caso in cui i dati siano non strutturati e disordinati, un istituto potrebbe non accorgersi di un buco nella sua sicurezza informatica: se non conosce esattamente lo stato dei suoi dati, non può nemmeno sapere se e quali possano essere stati compromessi. 

 

I dati sono un asset strategico 

Non è semplice riconoscere il valore nella data governance. Per questo, è importante che la consapevolezza arrivi dalla dirigenza e a cascata venga poi comunicata a tutti i livelli. La data governance ha ramificazioni concrete nei settori della digital trasformation che sono più universalmente riconosciuti: l’omnicanalità, la modernizzazione della pianificazione delle risorse aziendali e la digitalizzazione nel suo complesso, per esempio. 

La data governance è come una mappa che permette alle banche e alle imprese di identificare il percorso migliore da seguire e, inoltre, deviare in tempo qualora si presentassero ostacoli di natura normativa o commerciale. In caso contrario, è come se gli istituti si affidassero a un navigatore che sta leggendo la mappa alla rovescia: la direzione sarebbe per forza sbagliata. 

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Topic: Business Continuity